Arriva finalmente al cinema il film dello Zoo di 105!
In un'alternanza di racconti del passato e del presente del conduttore
di Radio 105 Marco Mazzoli rivivremo quella che simboleggia la grande
avventura della vita; un'avventura fatta di vittorie ma anche di tante
amarezze e sconfitte. Si susseguiranno episodi d'amori perduti e poi
ritrovati, amicizie iniziate e poi finite, tradimenti, furti,
licenziamenti, denunce e tante umiliazioni che però, alla fine,
porteranno al coronamento di un sogno, ciò che tutti cercano. La propria
realizzazione personale.
Le polemiche sono il suo pane quotidiano, e lui ci sguazza come un
ippopotamo nella pozza. Marco Mazzoli, dj, padre fondatore e conduttore
dello Zoo di 105, il programma più volgare della radio italiana, sta per diventare il protagonista di un film, nientemeno. Ne dà conto, sul Corriere della Sera, Renato Franco, che annuncia l’uscita nel 2016 di On Air, pellicola distribuita da Medusa, direta da Davide Mazzoli
(cugino di Marco) e interpretato anche da Marco Marzocca, Giancarlo
Giannini, Angelo Pintus e Chiara Francini. Non un film sullo Zoo di 105,
dunque, ma qualcosa di sicuramente ispirato allo stile aggressivo del
programma, quello sì, anche perché Mazzoli dovrà interpretare se stesso,
e c’è da immaginare che non si tratterà di un personaggio docile e
mansueto.
Lo Zoo di 105 è in onda dal 1999, con alti e bassi e
qualche sospensione polemica dovuta alle solite volgarità, ma ha dalla
sua i numeri, freddi ed eloquenti, che parlano di oltre un milione di radioascoltatori. È il vecchio discorso degli ascolti e della qualità che, dalla radio alla tv, e adesso anche al web, ci accompagna da anni.
Mazzoli non si è mai mosso dallo Zoo, mentre attorno a lui cambiava,
nel corso degli anni, il variegato campionario di fauna comica: da Leone Di Lernia fino a Maccio Capatonda,
ne è passata di acqua sotto i ponti, ma lui non si scompone, non si
pente di nulla. Al giornalista del Corriere racconta anche di quella
volta in cui, a 14 anni, ha letteralmente sventrato un peluche per
simulare il primo rapporto sessuale. Molti eviterebbero di raccontare
episodi del genere, Marco Mazzoli no. Perché in fondo
sa che di quello campa, che grazie a questo atteggiamento senza filtri
riesce a mantenere una notorietà clamorosa in settori per nulla
trascurabili (e forse non proprio edificanti) della gioventù italica.
Ora il film proverà verosimilmente a sfruttare questo stesso bacino, e
non è detto che l’operazione vada male. Il regista, e cugino di
Mazzoli, racconta che Marco era la “pecora nera” della famiglia e che la sua storia dimostra che i sogni si possono realizzare. E ognuno, in fondo, ha i sogni che si merita.

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