IL PARROCO GRANATA SPOSTA LA MESSA DEL 6 GIUGNO
A Piozzo,nel Cuneese,Don Ferreri anticipa la funzione del Corpus Domini "per venire incontro al devoto popolo juventino "
Ma ironizza dicendo: può sperare di battere il Barcellona solo con la mano de Dios.
Solo invocando la "mano de Dios" la Juventus può sperare di battere il Barcellona nella finale di Berlino. E' la battuta provocatoria che don Armando Ferreri, parroco di Piozzo (Cuneo) di fede granata, ha usato per invitare gli juventini in chiesa nella festa del Corpus Domini, il 6 giugno, dopo però avere concesso l'anticipo della messa, alle 18.
Lo spostamento della funzione nel paese ai piedi delle Langhe, originariamente prevista alle 20,30, cioè in concomitanza con l'inizio della finale di Berlino, è stato spiegato da don Ferreri, sull'annuncio affisso sul portone della chiesa, "per venire incontro al devoto popolo juventino
Ed a chi gli ha chiesto spiegazioni, don Ferreri ha risposto con altra ironia: "Noi del Torino siamo magnanimi nei confronti dei nostri cugini della Juventus. Anche perché dopo vent'anni, abbiamo vinto il derby e possiamo ritenerci più che soddisfatti".
Dalla B a Berlino. Juve-Barcellona? Possibile? Sì, Juve-Barcellona. E cos’è successo? Botta di Morata - a Torino prima e al Bernabeu pure - e tié, la Juve va in finale di Champions League a Berlino. E il Real Madrid - il Real Madrid! - resta lì dov’è. Davanti alla faccia imbronciatissima del ragazzo di Madrid che s’ in….za come una bestia ogni volta che fa gol alla squadra che lo ha sbolognato alla Juventus come uno scarto qualsiasi. Tanto noi c’abbiamo Ronaldo, vai vai… Cosa darei per sapere cosa prova davvero dentro. E com'è ridicola, francamente, quella faccia imbronciata. Ma chissenefrega, immagino pensino i tifosi della Juve, che faccia tanti gol e s'imbronci quanto vuole.
Alvaro Morata porta la Juve a Berlino. Juve-Barcellona: sì è vero, ripetiamolo. Detta così è quasi difficile crederci, è una storia che non sai da dove cominciare. Perché si porta appresso troppe cose, troppe facce e troppi anni. Erano 12 anni che la Juve non riusciva ad arrivare così lontano, 12 anni che hanno cambiato tutto, in cui la Juve è morta e rinata a cavallo del 2006. Dalla B a Berlino centinaia di facce da Del Piero a Tevez, una dozzina di allenatori da Deschamps ad Allegri, persino dei presidenti diversi, per poi ritrovarsi, ovviamente, sempre attorno ad un Agnelli. Si chiude o ricomincia una storia, decidete voi.
Nessun commento:
Posta un commento